Suvretta House: un palazzo invernale

  L’eccezionale Suvretta House si impone da 120 anni come vero e proprio tempio per gli amanti degli sport invernali. A soli 5 km dalla stazione alpina di St. Moritz, immerso nella natura, l’hotel offre da oltre un secolo innumerevoli attrazioni ai suoi ospiti, affinché approfittino appieno delle gioie dello sci durante il loro soggiorno. Autentico gioiello dell’Engadina, Suvretta House è oggi un’istituzione, le cui parole d’ordine sono eccellenza e tradizione.

St. Moritz

La stazione alpina di St. Moritz si trova nella valle dell’Engadina. Celebre da decenni per i paesaggi naturali mozzafiato, nonché per gli splendidi hotel di lusso e impianti sciistici sulla cima del Corviglia, la città si è rapidamente affermata come una delle destinazioni alpine di punta della Svizzera. Sinonimo di eleganza, cultura e tradizione, St. Moritz attira in particolare gli amanti degli sport invernali che sognano un soggiorno rinvigorente all’aria aperta. Il percorso verso la fama della stazione è iniziato nel 1864 con la creazione dell’ufficio del turismo e del primo centro termale. Di conseguenza, il villaggio alpino si è prontamente sviluppato per trasformarsi nella stazione odierna, costellata di hotel di lusso, come Suvretta House.


L’Engadina: la terra promessa

Anche se St. Moritz è una destinazione molto gettonata dal jet-set, le tradizioni sono ancora vive nel cuore dei suoi abitanti. A tal proposito, ancora oggi si racconta una leggenda romancia sulla bella regione dell’Engadina:

“Quando l’arcangelo chiuse le porte del paradiso dietro Adamo ed Eva, nel giardino dell’Eden Dio provava pietà per il popolo che aveva scelto la via del peccato. Informò quindi i suoi angeli che, da quel momento, il paradiso doveva rimanere inaccessibile agli esseri umani. Tuttavia, desiderava offrire loro un luogo sulla terra che richiamasse la terra perduta, un luogo che doveva essere vicino al cielo e pieno di tutte le cose belle, seppur imperfetto. Per obbedire a questo ordine divino, gli angeli crearono con diligenza un paradiso terrestre: l’Engadina.”


Flashback al 1912

Anton Sebastian Bon aveva un sogno: costruire il suo hotel di lusso nelle montagne svizzere e renderlo un’oasi di pace dove coccolare gli ospiti e non far mancare loro nulla. È così che nel 1912, venne inaugurato l’hotel Suvretta House. Il superbo edificio aveva tutte le caratteristiche di un castello fiabesco: fedele allo stile della Belle Époque, la sua architettura lasciava a bocca aperta grazie alle due grandi torrette che emergono dagli alberi offrendo una vista mozzafiato sul panorama delle montagne e dei laghi dell’Alta Engadina. All’epoca, il lussuoso stabilimento contava 110 bagni e non badava a spese per esaudire i desideri di massimo comfort degli avventori.

Dopo la morte del marito nel 1915, Marie Bon, soprannominata “l’anima del Suvretta”, prese le redini dell’hotel affiancata dal figlio Hans. Seguirono poi gli anni d’oro di Suvretta House: la sala da ballo ospitava ininterrottamente spettacoli e feste, le cui personalità includevano – solo per citarne alcune – il principe ereditiere Akihito del Giappone, il re Faruk d’Egitto e lo scià di Persia. Questo periodo grandioso terminò nel 1940 con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, costringendo lo stabilimento a chiudere fino al 1946. Dopo la guerra, l’hotel era determinato a ritrovare l’antico splendore e fu oggetto di una ristrutturazione completa. Di famiglia in famiglia, nel 2014 sono Esther e Peter Egli che hanno assunto la gestione di Suvretta House in qualità di settimi comproprietari.

Una nuova era per “la grande signora delle montagne”.

Dopo una nuova ristrutturazione nel 2016, il leggendario hotel Suvretta House ha riaperto i battenti siglando l’inizio di una nuova era basata su tradizione, comfort ed eccellenza. Il palazzo d’inverno ha quindi presentato le sue 23 nuove camere e il volto ristrutturato di quelle già esistenti, per un totale di 181 camere e suite di lusso. La famiglia Egli ha voluto conservare alcuni elementi che conferiscono all’hotel fascino e autenticità: modanature, legni rustici e parquet originali sono stati rinnovati per la gioia degli ospiti, che possono ora sognare un soggiorno in una cornice regale e genuina, pur godendo del comfort assoluto di un hotel cinque stelle in Svizzera.

Entrando nella sala, la tradizione e la grandeur di un tempo riportano immediatamente al 1912. È il luogo ideale per un momento di relax davanti a uno dei due caminetti, approfittando dell’eccezionale vista sulle montagne dell’Engadina.

Anche la sontuosa sala del Grand Restaurant richiama gli anni Venti, con i suoi magnifici pilastri in quercia massiccia. È qui che gli ospiti possono gustare i deliziosi piatti dello chef Fabrizio Zanetti (14 punti GaultMillau) in un’atmosfera accogliente ed elegante. Per chi è invece alla ricerca di un ambiente meno formale, Suvretta Stube propone piatti tradizionali grigionesi, rivisitati in chiave attuale. Per continuare la serata, appuntamento all’Anton’s Bar, un bar chic e casual che propone musica dal vivo prima e dopo cena.

Il Grand Restaurant

Per guadagnare altitudine, il ristorante Chasellas (1936 metri) offre una cornice informale per il pranzo e più raffinata per la cena. Il Trutz (2211 metri) è popolare tra gli escursionisti e gli sciatori. Noto per la tipica zuppa d’orzo dei Grigioni, i piatti alle lenticchie e la polenta con il gorgonzola, il ristorante è pronto a deliziare il palato degli ospiti anche con deliziose frittelle tradizionali o con il classico apfelstrudel dei Grigioni.

Per quanto riguarda la spa, Suvretta House offre uno spazio di 1700 m2 dedicato a salute, fitness e benessere. Una piscina coperta da 25 metri con una magnifica vista panoramica sulla natura dell’Engadina e una vasca idromassaggio esterna promettono momenti di relax fuori dal tempo. La struttura propone inoltre una sauna con varie installazioni, così come diverse terapie e massaggi.

L’hotel Suvretta e gli sport invernali

Nel 1859, i primi sciatori si avventurarono sui pendii delle montagne di St. Moritz con semplici doghe di legno ai piedi. Fu così che nacque lo sci in Engadina. Nel 1925 fu fondata la prima scuola di sci svizzera. Ancora oggi è una delle attività più popolari e più importanti della località alpina.

La famiglia Bon aveva colto l’importanza di questo sport invernale per gli ospiti dell’hotel e aveva pertanto deciso di fare di Suvretta House un pioniere della disciplina. Nel 1935, fu inaugurato a St. Moritz il primo impianto di risalita che collegava Suvretta a Randolins (1970 metri). Negli anni che seguirono, i successori della famiglia Bon continuarono a gestire l’attività sviluppando strutture sempre più vicine all’hotel, fino a diventare il primo e unico hotel “ski in, ski out” di St. Moritz. Ancora oggi gli impianti di risalita costruiti alle porte dell’hotel forniscono agli ospiti un accesso diretto al comprensorio sciistico del Corviglia e permettono loro di approfittare in modo privilegiato dei piaceri dello sci. Sulla stessa linea, l’hotel dispone della sua scuola di sci, permettendo agli clienti di seguire lezioni private e migliorare le loro abilità durante il soggiorno. Questo servizio è particolarmente apprezzato dagli habitué, ai quali è inoltre offerta la possibilità di riporre la propria attrezzatura presso l’hotel per la visita successiva dell’anno seguente.

E per coloro che non praticano sci o snowboard, lo stabilimento propone altre attività invernali come sci di fondo, escursioni, curling o pattinaggio nella sua magnifica pista di ghiaccio privata.

Anche d’estate l’Engadina offre innumerevoli attrazioni per divertirsi: sentieri escursionistici, campi da golf, vela, bicicletta, arrampicata, tennis, jogging, kite flying e windsurf sono a disposizione degli ospiti dell’hotel. In qualsiasi stagione questa regione è una destinazione che si adatta a tutti i gusti!

Spesso considerato come una “seconda casa” dai clienti, Suvretta House è stato in grado di conservare il proprio status e la propria reputazione per oltre un secolo e oggi si impegna a salvaguardare i propri valori tradizionali e ancestrali, migliorando costantemente la qualità dei servizi offerti. L’hotel Suvretta House a St. Moritz è quindi il luogo ideale per un soggiorno da favola.

Tutte le promozioni invernali che abbinano soggiorno all’hotel e sport invernali sono disponibili sul sito internet dello stabilimento: https://suvrettahouse.ch/en/rooms/prices-packages/#packages

… così come tutte le informazioni sull’hotel: https://suvrettahouse.ch/en/startpage-winter/

Ritratto : ristorante I Due Sud


È durante gli anni delle scuole superiori che lo chef Domenico Ruberto capisce di voler lavorare nella ristorazione. Ma è il giorno in cui inizia il suo primo anno di scuola alberghiera e in cui riceve l’uniforme che decide che sarebbe diventato cuoco. All’epoca, il giovane chef ha una grande voglia di imparare e non esita a dire la sua, anche a rischio, di tanto in tanto, di far nascere delle piccole guerre con i suoi professori! La sua determinazione e il suo carattere combattivo saranno però i maggiori punti di forza di Domenico, che terminerà con brio il percorso scolastico.

Chef Domenico Ruberto

La sua cucina si potrebbe definire con una sola parola: passione. Infatti, lo chef del ristorante “I Due Sud” dell’Hotel Splendide Royal di Lugano ha una grande passione per gli ingredienti; desidera valorizzarne i sapori più autentici, evitando eccessive trasformazioni. Infatti, per Domenico, il segreto per esaltare i sapori di un prodotto è di comprenderlo senza cercare forzatamente abbinamenti con altri gusti. Per questo, l’emozione può dirsi il centro delle preoccupazioni di questo chef di grande talento, che ama sopra a ogni cosa la possibilità di offrire ai suoi ospiti dei piatti che raccontino delle storie: quelle di prodotti raccolti e lavorati con il massimo rispetto.


Un collega a cui si ispira? Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi, Orta). Questo chef italiano due stelle Michelin condivide con lui l’amore per i sapori del meridione e il grande rispetto dei prodotti. Di origine calabrese, Domenico Ruberto si mantiene vicino ai gusti e ai profumi della sua infanzia. Torna regolarmente nella sua terra natale per trarne l’energia che lo accompagna nel suo processo creativo in cucina. Un processo dietro la cui riuscita, per sua stessa ammissione, si celano due segreti: tradizione e sperimentazione.

Oggi, lo chef del ristorante gastronomico dello Splendide Royal propone, ai tavoli de I Due Sud, un concept gastronomico orientato all’esperienza. Infatti, Domenico è impegnato in una ricerca incessante di prodotti locali d’eccezione, spesso derivanti da piccoli produttori. Un carattere esclusivo che si ritrova nelle sue creazioni culinarie. Alcuni prodotti sono molto difficili da trovare viste le loro qualità, e non è quindi raro che siano proposti esclusivamente sul menù della stagione in cui sono reperibili. Il concept dello chef si orienta quindi su 4 percorsi gastronomici proposti ai suoi ospiti. Questi si sviluppano di pari passo con i prodotti stagionali, ma anche con le nuove scoperte di questo chef pieno di passione.

Uno dei percorsi disponibile tutto l’anno è il menù iconico dello chef, che adatta in modo impercettibile alla stagione in corso, intitolato: “Il pomodoro che non c’è”.

Proprio qui, davanti a una vista mozzafiato sul lago, gli appassionati di cucina possono degustare le eleganti creazioni firmate Domenico Ruberto. Le buone forchette non rimarranno indifferenti al forte impatto visivo e ai tocchi di colore con cui lo chef ama arricchire i suoi piatti.

Un momento dedicato ai piaceri del palato in un quadro da cartolina, per soddisfare vista e gusto… Buon appetito!

Portrait du Bernerhof Hotel

Randonnées, cyclisme, gastronomie et détente…Une chose est sûre, les vacanciers n’auront pas le loisir de s’ennuyer lorsqu’ils séjourneront au sein de cet établissement légendaire. Avec sa bâtisse datant de 1904, le Bernerhof est l’un des hôtels 4 étoiles les plus attractifs de la région de Gstaad. Situé au cœur du village, sur la promenade piétonne, il apporte également la quiétude nécessaire après une journée active.

Le Bernerhof propose 33 chambres et 12 suites à la décoration authentique et chaleureuse faite de bois brut et de détails uniques apportant le confort et le luxe indéniable à ce type d’établissement. Sur place, les hôtes pourront se délecter de somptueux repas dans l’un des quatre restaurants de l’hôtel qui comptabilisent au total 41 points au GaultMillau, dont trois cuisines sont dirigées par le chef Marcel Reist. Un voyage des sens qui passera par l’authenticité de la cuisine suisse, l’exotisme de la cuisine chinoise ou encore l’indémodable pizza italienne. Depuis juin, c’est également la bistronomie haut de gamme qui attend les convives avec «L’Esprit Ravet». Une brasserie mettant en valeur les produits de la région sublimés par les recettes signées de Bernard et Guy Ravet, de l’établissement étoilé L’Ermitage des Ravet.

Et pour terminer votre journée en beauté, la zone de bien-être du Bernerhof vous offrira un moment de relaxation totale: piscine couverte, bain de vapeur, sauna, bassins Kneipp et salle de détente. 

Une fois poussé les portes de ce chalet aussi contemporain que traditionnaliste, les collaborateurs de l’établissement se feront un plaisir de rendre votre séjour aussi agréable que possible. Quant aux propriétaires Brigitte et Thomas Frei, faites leur confiance, ils vous glisseront leurs adresses secrètes qui rendront votre séjour inoubliable !

Plus de renseignements sur: https://www.bernerhof-gstaad.ch/fr/

Un’alleanza di sapori al Ristorante I Due Sud di Lugano

 

Uno è un asso ai fornelli. Per l’altro, il vino e le sue varietà non hanno segreti…

Insieme, accompagnano i clienti del Ristorante “I Due Sud”, situato all’interno dell’Hotel Splendide Royal di Lugano, in un’affascinante avventura enogastronomica. Lo chef Domenico Ruberto e il sommelier Simone Ragusa hanno accettato la sfida dell’intervista incrociata lanciata da Les Grandes Tables de Suisse… all’insegna del gusto!

 

Les Grandes Table de Suisse: Quali sono secondo voi gli aspetti da considerare quando si degusta un vino o un piatto?

Simone e Domenico: Sicuramente la qualità, l’espressione aromatica, la struttura, la persistenza e l’intensità devono sposarsi armoniosamente. Senza contare l’analisi visiva, olfattiva e gustativa, indispensabile per poter cogliere e giudicare la riuscita o meno di un piatto gastronomico!

LGTDS: Sapreste individuare tre aggettivi che a vostro parere riflettono il mondo del vino?

Simone: Competitivo, moderno e affascinante.

LGTDS: Domenico, le pongo la stessa domanda, ma riferita all’alimentazione.

Domenico: Interessante, conviviale e stimolante.

 

 LGTDS: Quali sono le tre caratteristiche che bisogna possedere per fare il vostro lavoro?

Simone: Passione, pazienza, professionalità.

Domenico: Fortuna, preparazione, talento.

 

LGTDS: Potreste rivelarci cosa vi ha spinto a lavorare insieme?

Simone: Domenico è un giovane talentuoso e promettente nel suo settore! È un uomo carismatico e lavora con estrema armonia, e soprattutto umiltà, caratteristica che per me ha sempre fatto la differenza.

Domenico: Nonostante il nostro sia un mestiere piuttosto stressante, Simone riesce a creare un’atmosfera di serenità. Credo che le sue conoscenze unite alla continua ricerca di novità nel mondo del vino, apportino realmente un valore aggiunto in un contesto come il nostro, che mira costantemente all’eccellenza.

 

 

LGTDS: Quali sono i primi ricordi legati ai vostri rispettivi settori?

Simone: Ne ho due e risalgono entrambi all’adolescenza. L’esperienza che ho intrapreso come chierichetto, assistendo il prete durante la liturgia della messa domenicale, e le giornate trascorse a giocare a “fare il vino” con i miei vicini di casa, a raccogliere e pigiare l’uva.

Domenico: A tredici anni ho preparato il mio primo minestrone e ricordo ancora quanto fossi stranamente stupito dal fatto che dei minuscoli cubetti di verdure potessero generare simili esplosioni di sapore!

 

LDTDS: Simone e Domenico, facciamo un gioco! Pensate a un piatto e a un dessert. Quale vino abbinereste a quel piatto?

Simone: Una composizione di patate, porri e liquirizia con uno Chardonnay ricco di aromi complessi in linea con la portata: una struttura decisa ma elegante, con un sapore vivace volto a smorzare quello un po’ più pesante di alcuni ingredienti del piatto.

Per dessert: crema gianduia, caramello e quenelle di gelato al finocchietto selvatico con un giovane vino corposo come il Porto o il Banyuls. Dolce ma equilibrato, denso e consistente per sostenere l’opulenza gustativa del caramello e della gianduia.

 

Domenico: Per antipasto: tartare di salmerino, zabaglione fresco, avocado e guanciale di suino nero. Lo abbinerei a uno champagne d’annata che, grazie alla sua elegante effervescenza e alla mineralità marcata, rinfresca la bocca se associato al pesce crudo.

Portata principale: Linguine di Gragnano, essenza di pomodoro, ricotta affumicata e pepe macinato. Opterei per un rosso elegante con una solida struttura e un’intensa complessità aromatica al naso come un Syrah, in grado di accompagnare un piatto semplice, ma con ingredienti persistenti.

Per dessert: Babà, crema di agrumi, confit di mele e glace alpine[1] con un Tokaij o per lo meno un vino dalla dolcezza marcata e forte personalità, equilibrato al punto giusto per poter accompagnare il babà imbevuto di liquore al bergamotto.

LGTDS: Simone, qual è la sua ultima scoperta nell’universo del vino?

Simone: Più che una scoperta, una piacevole conferma del fatto che la raccolta e il trattamento delle uve di un nobile vitigno con maturazione tardiva, possono produrre un prezioso elisir come il Riesling della Mosella.

LGTDS: E per lei, Domenico?

Domenico: Nel corso del tempo ho tentato, sperimentato e studiato talmente tante cose al punto da arrivare a definire la mia interpretazione e la mia visione della cucina. Oggi, ho scoperto che per fare una buona gastronomia bisogna essere prudenti e non esitare a volgere lo sguardo al passato.

 

LGTDS: Simone, Domenico, quali sono le vostre fonti di ispirazione?

Simone: Penso che l’ispirazione sia una conseguenza della soddisfazione dei clienti. È quella che aumenta la fiducia in sé e nelle proprie capacità e conoscenze.

Domenico: I miei ricordi.

Per ulteriori informazioni sull’hotel e sul ristorante:

https://www.splendide.ch/

 

[1] Ndt: la traduzione letterale del termine sarebbe “gelato alpino”, ma non avendo trovato un corrispettivo valido in italiano, è stato lasciato in originale. Valutare se mantenere, se inserire l’alternativa letterale o se lasciare semplicemente “gelato”.

 

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