Il consiglio de Domenico Ruberto

Domenico Ruberto, chef del ristorante I Due Sud dello Splendide Royal Hotel di Lugano, condivide con noi dei preziosi consigli per non sprecare nulla del pomodoro, uno dei suoi alimenti preferiti.

Grandes Tables Suisses : Qual è l’ortaggio che preferisci utilizzare in cucina in primavera e come ti piace cucinarlo?

Domenico Ruberto : Ho una grandissima passione per il pomodoro, è il mio vegetale preferito durante la bella stagione, mi ricorda la mia infanzia e trovo che sia, oltre a una delle basi della cucina mediterranea, anche un dono della natura incredibilmente versatile in cucina. Al pomodoro, o meglio alla ricerca dell’essenza più autentica del suo sapore, ho dedicato uno dei piatti che meglio rappresentano il mio stile gastronomico. Una lunga macerazione ne estrae il gusto più puro e il risultato è questa acqua di pomodoro che avvolge le linguine e regala al palato tutti i profumi e i sapori di una giornata di sole nell’Italia del sud.

GTS : Oggi non si butta via niente! Avresti un consiglio su un ortaggio di cui usi tutte le parti e come?  

DR : Non sprecare è uno dei nostri motti in cucina a I Due Sud. Come ho detto, il pomodoro è per me fonte di ispirazione ed è uno di quei prodotti che non hanno il minimo scarto. Noi, per esempio, disidratiamo le sue pelli e ne facciamo una polvere che usiamo come saporita finitura sulla pasta, con la polpa realizziamo un consommé ricco e corposo. Infine, per non farsi mancare proprio nulla, i semi vengono marinati per dare un tocco prezioso alle portate di pesce. In cucina gli scarti possono diventare delle vere e proprie risorse!

Trovate tutte le informazioni sul ristorante I Due Sud dell’Hotel Splendide Royal di Lugano, sul seguente sito web : https://www.splendide.ch/

Martin Dalsass, il “Papa dell’olio d’oliva”

Una creazione culinaria di Martin Dalsass.

Soprannominato il “Papa dell’olio d’oliva” da oltre 20 anni, Martin Dalsass, chef del ristorante Talvo a Champfèr (St. Moritz), vanta uno stile culinario davvero unico, sublimato da un’autentica passione per questo ingrediente. Alla costante ricerca del perfetto equilibrio tra i sapori, lo chef stellato (18 punti GaultMillau) racconta la sua attrazione per quella che ritiene essere la scintilla che accende la sua cucina. Intervista.  

Grandes Tables Suisses: Come è nata questa passione per gli oli in cucina? E il suo soprannome?

Martin Dalsass: La mia passione per gli oli è nata nel 1986 in occasione di una degustazione in compagnia di un caro amico, il maestro produttore di olio Rocco Lettieri.  

È stato un vero e proprio colpo di fulmine gastronomico! Quel giorno ho capito che impiegare l’olio adatto in cucina è frutto di una ricerca costante e meticolosa sul prodotto che vogliamo sublimare. È così che l’olio d’oliva, sia per le proprietà organolettiche – gusto, aroma, colore, texture e viscosità – che per quelle nutritive – in particolare l’assenza di colesterolo – è diventato protagonista della mia cucina.

È la rivista Gourmet che ha utilizzato questo soprannome per la prima volta nel 2000. L’editore mi aveva prima soprannominato il “Principe dell’olio d’oliva”, nome ripreso in seguito dalla guida gastronomica GaultMillau e trasformato in “Papa dell’olio d’oliva”.

GTS: Con quanti oli diversi lavora?  

MD: Normalmente lavoro con 8/10 oli d’oliva diversi, provenienti da varie regioni italiane. Preferisco l’olio d’oliva italiano perché è un paese dalle caratteristiche territoriali e climatiche uniche. La maggior parte delle regioni vanta un’ampissima gamma di oli eccellenti, con un vasto ventaglio di varietà e numerosi aromi. Le possibilità sono infinite!

GTS: Con quale olio preferisce lavorare?   

MD: Devo dire che farei fatica a sceglierne uno solo, perché ogni olio ha il suo carattere. Chieda a un enologo di scegliere solo un vino e si troverà davanti allo stesso dilemma inestricabile: è impossibile!

Classifico i miei oli d’oliva in tre categorie distinte per ogni regione: delicato, medio e intenso. In base agli ingredienti del piatto, seleziono l’olio d’oliva più appropriato. Per esempio per pasta, carciofi, leguminose, rucola, agnello o pesce, utilizzo un olio intenso. Per i dessert e le carni bianche, preferisco un olio medio. Per gamberi, pesce di lago e insalate, opto invece per un olio leggero. Un buon olio permette di assicurare che i sapori si esaltino a vicenda, raggiungendo così l’equilibrio perfetto che cerco nel piatto.

Scoprire la selezione di oli d’oliva e i prodotti preferiti di Martin Dalsass da ordinare a casa propria: https://www.talvo.ch/media/food-line_homepage_2021_en.pdf

GTS: Ha uno stile culinario unico al contempo mediterraneo e alpino, riconducibile alle sue origini sudtirolesi. Nell’elaborazione delle sue ricette crea un nuovo piatto partendo da un olio specifico o lo utilizza solamente come tocco finale?  

MD: Essendo di origini alto-atesine e quindi vicino alle montagne, ho creato quella che amo chiamare “la cucina mediterranea delle Alpi”, che da sempre contraddistingue il mio stile. Nei miei piatti ci sono il mare, le montagne e il lago. C’è un universo di varietà e diversità, in cui l’olio è il filo conduttore che unisce tutti questi differenti elementi. Per questo non è il tocco finale, bensì una parte integrante, direi essenziale, della ricetta.

GTS: Da dove vengono gli oli che utilizza?

Martin Dalsass
Crediti per le foto: Adrian Ehrbar

GTS: Da dove vengono gli oli che utilizza?  

MD: Gli oli d’oliva che usiamo vengono principalmente dalla regione del Garda, dal Veneto, dalla Toscana, dall’Umbria e dalla Sicilia.

GTS: Qual è il suo segreto per riconoscere e acquistare un buon olio e qual è il suo olio d’oliva preferito?

MD: La degustazione! E… La degustazione! È proprio per questo motivo che non ho un olio preferito in assoluto. Ogni olio d’oliva deve essere appositamente adattato al tipo di piatto e viceversa.

GTS: L’utilizzo di un buon olio è probabilmente un aspetto molto sottovalutato della gastronomia. Ci può dire cosa porta ai piatti?  

MD: L’olio d’oliva è molto importante, ma ha la stessa identica importanza di tutti gli altri ingredienti della ricetta. Direi che l’essenziale è che sia di ottima qualità. Aroma, freschezza e quantità sono la chiave del successo e dell’armonia di un piatto.

GTS: Qual è la specialità a base di uno dei suoi oli che troviamo sul menù del Talvo? Ci può svelare una ricetta sublimata da uno dei suoi oli?  

MD: Una delle mie creazioni preferite è forse la spuma di cioccolato all’olio d’oliva con lamponi! La ricetta di seguito:  

Ricetta della Spuma di cioccolato (Felchlin, Arriba 72%) all’olio d’oliva con lamponi (8 persone)  

IngredientiProcedimento
180 g di cioccolato fondente 125 g di olio d’oliva  Far sciogliere Far sciogliere il cioccolato con l’olio d’oliva a bagnomaria. Dividere i tuorli d’uovo dagli albumi.  
3 tuorli d’uovo 55 g di zucchero  Montare a schiuma Montare a schiuma i tuorli d’uovo con lo zucchero.  
3 bianchi d’uovo 55 g di zucchero  Montare  Montare gli albumi con lo zucchero rimanente lasciando il composto morbido.  
200 g di panna montata Polvere di cacao 80 g di lamponi 2 cucchiai di passato di lamponi  Unire entrambe le spume d’uovo al cioccolato. Incorporare infine la panna montata. Riporre la spuma di cioccolato nei cerchietti e lasciare riposare in frigorifero per almeno 6 ore.

cerchietti

Pennellare del cioccolato liquido all’interno dei cerchietti e lasciare raffreddare.

Presentazione del piatto  

Togliere i cerchietti e cospargere la mousse con la polvere di cacao. Posizionare la spuma su un piatto. Decorare il piatto con i lamponi e il passato di lamponi secondo fantasia.

Consultare tutte le informazioni sul ristorante Talvo sul sito internet: https://www.talvo.ch/   

Uovo affogato, brodo di funghi e caviale

Lo chef Ambrigio Stefanetti, del Ristorante Vecchia Osteria Seseglio, svela i segreti della sua ricetta post-festività: Uovo affogato, brodo di funghi e caviale.

“Dopo giornate di festa, pranzi e cene robuste il mio momento clou per mangiare dopo il periodo natalizio passa attraverso un giusto equilibrio fra tempo libero, attività motoria e la preparazione di ricette che appaghino il nostro bisogno di ritorno alla natura, alla semplicità e di coccole. Frugando nel frigorifero trovo gli ingredienti per la semplice ricetta che vi  propongo: 

Uovo affogato, brodo di funghi e caviale che accompagnato da un bel filone di  pane scuro con semi fornirà le energie e il grado di appagamento necessari senza  appesantire.” 


La ricetta

(Per 4 persone)

Per il brodo di funghi 
  • 1,500 litri di acqua 
  • 400 gr. funghi misti coltivati (shitake, champignon, enoki…) 1 carota 
  • 1 cipolla  
  • 1 costa di sedano 
  • Pepe in grani, ginepro, rosmarino e sale 

Mettere tutti gli ingredienti in una pentola a fuoco basso fino ad ebollizione e  lasciare sobbollire per circa 30 minuti 

Per l’uovo affogato
  • 4 uova freschissime 

Cuocere l’uovo intero, con guscio per 40 minuti a 64° in forno a vapore o roner. In alternativa preparare un uovo in camicia. 

Versare il brodo in un piatto fondo, aprire l’uovo ancora caldo e adagiarlo al  centro. Guarnire con un cucchiaio di caviale. 

Buon appetito !

Credit photo : Adrian Ehrbar

In cucina con lo chef Cristian Moreschi !

Questa settimana, celebriamo le prelibatezze del Ticino con Cristian Moreschi, uno chef appassionato che lavora presso lo storico hotel 5 stelle Villa Principe Leopoldo. Con una vista mozzafiato su Lugano, quest’oasi di eleganza coniuga raffinatezza, lusso e alta cucina. È in questo luogo d’eccezione che Cristian Moreschi esprime tutta la sua arte con composizioni gastronomiche ad alto impatto visivo, sapori inediti e un grande desiderio di valorizzare i prodotti di stagione. Oggi, lo chef ci propone una ricetta a base di verdure di stagione, formaggi freschi e quinoa da preparare a casa.


Verdure di stagione, formaggi freschi e quinoa

  • 150 g di ricotta fresca
  • 45 g di robiolino (formaggio fresco del Ticino)
  • 3 pezzi di cavolfiore allo zafferano
  • 2 fette di finocchio marinate con una piccola quantità di aceto
  • 2 carote biologiche piccole del Ticino
  • 4 riccioli di carota
  • 2 pezzi di rape piccole
  • 2 pezzi di broccolo romanesco
  • 3 cubetti di zucca in agrodolce
  • 40 g di quinoa bianca e nera


Sciacquare la quinoa e cuocerla in una piccola quantità di acqua per evitare che perda le sostanze nutritive.

Lasciar raffreddare la quinoa e condirla con olio extravergine d’oliva e succo di limone. Adagiare la quinoa su un piatto come base per le verdure e le rondelle di formaggio.

Cuocere tutte le verdure separatamente, quindi condire le carote e il finocchio con aceto bianco. Condire le rondelle di formaggio con un trito di prezzemolo e peperoncino di Espelette.

Impiattare come nella foto, quindi aggiungere alcune erbe aromatiche e qualche goccia di riduzione di aceto balsamico.

Buon appetito !

Please click here to discover the recipe in English : https://www.lesgrandestablesdesuisse.ch/wp-content/uploads/2020/08/Article-PDF-Cristian-Moreschi.pdf

Per ulteriori informazioni sull’hotel e sul ristorante : https://leopoldohotel.com/